Sab. Dic 13th, 2025

La rubrica che ho ideato anni fa continua a riempirsi di nominativi di giovani e adulti del territorio che, nei vari settori della vita sociale, balzano alla ribalta portando in alto il nome della propria cittadina. Oggi, con vero piacere, diamo spazio all’Avvocato Pasquale Mauro Maria Onorati, già Ispettore archivistico onorario e attualmente funzionario dell’Ufficio per il Processo presso il Tribunale di Nola. Il motivo è alquanto singolare: è stato scelto come “tedoforo” per accompagnare il Viaggio della Fiamma Olimpica in uno dei tratti di circa 300 metri della tappa Latina – Benevento che si svolgerà il prossimo 27 dicembre. Durante una piacevole chiacchierata l’Avv. Onorati, con evidenti segni di contentezza stampati sul viso, ha parlato della significativa esperienza che prossimamente lo vedrà protagonista. Poi ha raccontato il motivo per cui è stato scelto a un evento straordinario; le emozioni provate al momento della nomina e, in conclusione, ha riferito alcune notizie particolari di Suo nonno, il Dottor Pasquale Onorati. Apprendiamo che i tedofori saranno in totale 10 001: diecimila che hanno inviato la loro candidatura e porteranno la fiamma in giro per l’Italia, più l’ultimo tedoforo che provvederà ad accendere il braciere olimpico durante la cerimonia di apertura dei Giochi. Il nominativo, come vuole la tradizione olimpica, viene tenuto segreto fino all’ultimo.

Il 26 novembre ad Olimpia, in Grecia, si è svolta la tradizionale cerimonia di accensione della Fiamma Olimpica che dalla Grecia verrà portata a Roma e da lì attraverserà tutta l’Italia per arrivare allo Stadio San Siro di Milano il 6 febbraio per l’inaugurazione dei Giochi Olimpici Invernali di Milano – Cortina 2026. A inizio anno ho presentato la mia candidatura tramite Eni, che insieme a Coca-Cola è uno dei Presenting Partners del Viaggio della Fiamma Olimpica. A fine agosto è arrivata la prima e-mail che mi annunciava di essere stato selezionato tra i 10.001 tedofori che porteranno la fiaccola olimpica lungo le strade del nostro Paese. All’inizio ho stentato a crederci; ho pensato addirittura che fosse uno scherzo o una truffa, ma poi è arrivata un’ulteriore e-mail di conferma e allora ho capito che era tutto vero.  Un’emozione immensa, perché come ha scritto il Presidente del Comitato Organizzatore dei Giochi, Giovanni Malagò, noi tedofori “non abbiamo semplicemente il compito di portare una torcia, ma di rappresentare valori universali che attraverso il simbolo della Fiamma Olimpica trascendono confini, culture e generazioni”. Essere tedoforo è un onore unico e una responsabilità importante, significa essere di esempio per tutti coloro che assisteranno al passaggio del fuoco olimpico.

Essere stato scelto per la staffetta collettiva che attraverserà il nostro Paese in lungo e in largo mi riempie di orgoglio. Poter condividere questa esperienza unica con campioni dello sport come Debora Compagnoni, Jasmine Paolini o Ciro Ferrara e personaggi dello spettacolo come il cantante Achille Lauro o il regista Premio Oscar Giuseppe Tornatore, per citare solo alcuni dei personaggi famosi selezionati, insieme a gente comune come me, tra i tedofori che accompagneranno il Viaggio della Fiamma, mi fa apprezzare ancora di più l’evento straordinario che sto per vivere; ma l’emozione più forte che sto provando è la sensazione di poter seguire almeno in parte le orme tracciate 65 anni fa da mio nonno, il Prefetto Pasquale Onorati, che fu membro del Comitato Cerimoniale di Napoli durante le Olimpiadi di Roma 1960. Come ho scritto nelle motivazioni della mia candidatura, il suo esempio mi ha spinto a partecipare a questa grande avventura. Purtroppo non ho avuto il piacere di conoscerlo di persona perché morì quando io avevo pochi mesi. Negli anni però, grazie ai racconti di famiglia e attraverso le mie ricerche ne ho potuto apprezzare soprattutto il grande impegno come servitore dello Stato. Mio nonno, il Dottor Pasquale Onorati (Pisticci 1916- Napoli, 1978) era Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana (1977) e fu Prefetto di Enna (1975-1976); precedentemente, da Viceprefetto, aveva prestato servizio per molti anni presso la Prefettura di Napoli e in occasione dei Giochi della XVII Olimpiade di Roma del 1960 fu chiamato a far parte del Comitato Cerimoniale di Napoli che doveva occuparsi degli eventi ufficiali che si svolsero in Città, principalmente le gare veliche a cui presero parte, in qualità di atleti, anche il Principe ereditario, Costantino di Grecia che vinse la medaglia d’oro e successivamente fu l’ultimo sovrano del paese ellenico e la sorella Sofia che poi divenne Regina di Spagna; inoltre, in occasione dei Giochi, la sera del 3 settembre 1960, i Duchi Serra di Cassano aprirono le porte del loro palazzo sulla collina di Pizzofalcone per quello che passerà alla storia come “Il Ballo dei Re e delle Regine”. Di quella straordinaria esperienza vissuta da mio nonno, conservo alcuni cimeli tra cui la sua Carta d’identità olimpica e il distintivo in stoffa con la lupa capitolina, mascotte delle Olimpiadi, che originariamente era cucito sulla giacca grigia della divisa dei membri del Comitato Organizzatore. A questi cimeli, a breve, si aggiungeranno i ricordi tangibili della mia staffetta, in un legame simbolico tra due generazioni lontane nel tempo, ma che condividono lo stesso spirito olimpico”. La Tribuna non può non complimentarsi con il dinamico Pasquale Onorati per l’immenso onore ricevuto e per la gioia di vivere un significativo avvenimento. Un ricordo che dura tutta la vita da condividere con la cara moglie Elena Lullo e i figli Claudio Maria e Francesco Maria, con l’adorata mamma Rosalba De Filippis. E dall’alto non mancherà un grande e affettuoso abbraccio dell’amato Papà Claudio per l’ambitissimo riconoscimento.

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