Mer. Ott 5th, 2022

Il restyling del litorale di Francavilla al Mare.

Il Nuovo a tutti i costi prova a spazzare ogni segno della storia edilizia e vince sul paesaggio costiero. Nuovi mostri di cemento dominano il litorale francavillese nel ricordo emulativo della Pescara che fu! Siamo sul lungomare di Francavilla al Mare in provincia di Chieti dove è stata realizzata una pista ciclopedonale lunga 3Km. L’intervento è gradevole e, benché lasciasse presagire la mancata approvazione della popolazione costiera, sembra aver trovato ampio apprezzamento dei cittadini. Le abitazioni private esistenti, collocate a ridosso della spiaggia, hanno risposto in maniera positiva, recuperando le facciate e gli spazi retrostanti abbandonati, assieme agli stabilimenti balneari, facendo da cornice ad un prezioso tracciato illuminato e lontano dalle quattro ruote inquinanti. In questo contesto però, al termine della passeggiata, vicino ad un maleodorante corso d’acqua che sversa nel mare, si manifesta il disprezzo più totale che la città nuova prova per il paesaggio e per la conservazione della dimensione urbana di Francavilla, valori che hanno attirato negli anni settanta grossi flussi turistici sull’Adriatico. Sopraffatta da imponenti palazzi appare una piccola abitazione, costruita nel rispetto della locale tradizione costruttiva con mattoncini di laterizio e con annesso spazio verde. La piccola casa unifamiliare ha un unico piano ed è coperta con un tetto a quattro falde, probabilmente con struttura portante originaria ancora in legno. Le finestre sono in castagno e le facciate conservano ancora gli intonaci e gli stucchi originari. Si tratta certamente di un’abitazione appartenente alla semplice tradizione edilizia locale dello scorso secolo, che conserva ancora tutti gli elementi necessari per essere tutelata. Conservare quell’edificio vuol dire non solo tutelare gli elementi architettonici che la compongono, ma anche mantenere la memoria della dimensione urbana che è stata sottratta alla costa a vantaggio dei piani di cemento. Operazioni economiche del genere oggi in Italia sono superate ormai da un ventennio a favore del recupero edilizio. Mi auguro che gli Enti preposti riescano a vedere limpidamente il valore che oggi racchiude quel piccolo bene e conservare quella piccola-grande memoria alla città.

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