Mer. Ott 5th, 2022

CERCARE IL PERDONO ATTRAVERSO LA SCRITTURA

In qualità di Direttore Responsabile ho il piacere di accogliere nella famiglia de “La Tribuna in rete” la simpatica Antonella Pietrelli di S. Maria a Vico. “Ti consiglio un libro” è il titolo della rubrica che curerà con particolare passione e, a nome della Redazione, le faccio gli auguri di una proficua e serena collaborazione. Con il suo primo intervento suggerisce il libro dal titolo: “Espiazione” di Ian McEwan.

“Come può una scrittrice espiare le proprie colpe quando il suo potere assoluto di decidere dei destini altrui la rende simile a Dio? Non esiste nessuno, nessuna entità superiore a cui possa fare appello, per riconciliarsi, per ottenere il perdono. Non c’è nulla al di fuori di lei. È la sua fantasia a sancire i limiti e i termini della storia. Non c’è espiazione per Dio, né per il romanziere, nemmeno se fossero atei. È sempre stato un compito impossibile”.

Sapete, ci sono quei libri che hai lì in libreria, in attesa di essere letti, quei libri del prima o poi.  Ma perché restano lì in stand-by? In primis perché se siete compratori compulsivi di libri come me, tutto si accumula ma il tempo si restringe. Ed in secondo luogo perché alcuni libri ci fanno paura. Ci fanno paura per ciò che potrebbero suscitare dentro di noi.  Ed “Espiazione” è uno di questi. McEwan ci porta nel turbine degli eventi che una bugia, o meglio, un’infamia porta con sé.  Non si può tornare indietro, non si può far nulla per rimediare, qualcosa che si è rotto e impossibile da riparare. Soprattutto se quella rotta è la reputazione di un uomo, Robbie, che ha la colpa solo di amare Cecilie. La mano che rompe è quella di Briony, una ragazzina troppo immatura per capire ciò che ha visto, perfino troppo immatura per capire l’amore. Nel suo mondo fantastico, esiste solo un sentimento, il rifiuto di Robbie. Diviso in quattro parti, Espiazione è un romanzo che attraversa quasi sessant’anni, ma che è prevalentemente ambientato negli anni ’30. Verità, fantasia, percezione del reale, apparenza, inganno, odio, amore, senso di colpa e sullo sfondo la Seconda Guerra mondiale che porta con sé morte e dolore. McEwan ha una penna magistrale soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi principali, dove la psicologia di Briony è la chiave per capire il finale del tutto inaspettato.

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