Gio. Feb 12th, 2026

Un giorno di settembre del 1975, specificamente il 19, la pagina del grande libro della vita riporta il nome di Raffaele Valentino, un giovane ventenne con tanta voglia di vivere, conosciuto e benvoluto da tutti. Una di quelle giornate che lasciano davvero il segno, una giornata in cui tutta la cittadina viene avvolta da un velo di sconforto. Un triste e sfortunato destino ha voluto Raffaele in cielo tra gli angeli. Gli amici Lo ricordano per le Sue grandi doti calcistiche e, in particolare, per la sua capacità nelle palle alte di sopraelevarsi e, rimanendo sospeso nell’aria, aspettare il pallone per spedirlo in rete con un magnifico colpo di testa. Proprio come aveva fatto il Grande Pelè nella partita contro l’Italia che, pur marcato dal nostro Burgnich segnò proprio con un colpo di testa elevandosi al di sopra di tutti. La passione per il gioco del pallone e la carnagione di colorito olivastro, rafforzarono l’appellativo “Pelè” fino all’ultimo momento della Sua vita terrena. Carissimo Pelè, ancora oggi continua a pregare per i tuoi familiari, per gli amici e, soprattutto, per i tantissimi tifosi.

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