Ven. Feb 13th, 2026

Il tempo passa inesorabilmente! Sono trascorsi 50 anni dal settembre del 1975 quando, a soli vent’anni, il giovane concittadino Raffaele Valentino, il nostro Pelè sanmmaritano, terminò prematuramente il Suo viaggio terreno. Il 17 settembre 2025 -ore 19,00- nella Parrocchia di San Nicola Magno sarà celebrata una Santa Messa di commemorazione, un’occasione per pregare per la Sua anima. E i tanti amici del caro e amato “Pelè” sicuramente si stringeranno intorno alla sorella Rosaria, ai nipoti Erminia, Assunta, Raffaella e al cognato Francesco, a testimonianza dell’affetto di sempre e il cui ricordo rimarrà nella mente e nei cuori in modo indelebile. Con particolare emozione, riportiamo integralmente le toccanti parole della nipote Raffaella che non ha conosciuto Raffaele, per cui Lo ricorda solo attraverso le testimonianze della mamma, dei parenti e degli amici.                                 A Zio Raffaele… AVREI. Credere che la vita e la morte siano due condizioni opposte è come credere che qualcosa possa esistere con prepotenza e che poi possa svanire all’improvviso, diventando il nulla. A me invece piace vederla come un podio, dove una arriva prima e l’altra dopo. E un podio presuppone la presenza di entrambi i partecipanti anche se uno rimane all’ombra dell’altro. La mia mamma dice che se ti avessi conosciuto, mi saresti piaciuto un sacco. Avrei voluto scrivere quattro righe in memoria della tua nascita e non della tua morte. Perché quando le persone speciali nascono sono un dono che Dio decide di mandare sulla terra e questi eventi vanno festeggiati non ricordati come disgrazie. Poi ci penso… e in realtà… forse, ricordarti il giorno della tua morte può aiutarci a capire, ancora una volta, quanto sia importante vivere le persone a cui vogliamo bene quando sono VIVE. Poi penso anche che avrei voluto tante cose da te, avrei voluto viverti, per imparare da te cosa significava essere amata da tutti, avrei voluto parlarti, per capire come il tuo nome è diventato Pelè, avrei voluto vederti, perché mi hanno detto che eri bello come il sole, avrei voluto davvero conoscerti. Nonostante ciò io so tutto di te.  Pensandoci, in realtà io ti ho già conosciuto, tantissime volte. TI ho conosciuto quando hanno voluto che fossi io ad avere il tuo nome. Ti ho conosciuto quando la mia mamma per la prima volta mi ha parlato di Pelè. Ti ho conosciuto quando i tuoi amici parlano di quanto eri bravo a giocare a calcio. Ti ho conosciuto quando al mio primo intervento in ospedale un dottore mi ha detto che ti somigliavo. Ti ho conosciuto quando abbiamo scoperto che c’era da qualche parte, in paese, un quadro dipinto in tua memoria. Ti ho conosciuto quando nella mia stessa scuola ho incontrato la figlia dell’uomo che era con te su quella moto quel giorno. Ti ho conosciuto quando, dopo 40 anni dalla tua morte, abbiamo incontrato l’uomo di cui parlavi nelle lettere alla nonna che era stato il tuo Padrino di cresima quando eri militare. Ti ho conosciuto anno dopo anno, ti ho visto negli occhi delle persone che si ricordano di te. Ti ho sentito nelle lettere che hai scritto. Ti ho percepito in ogni evento, dove ogni volta, veniva fuori il tuo nome. Ti ho conosciuto perché in realtà tu sei sempre stato qui, presente sul quel podio all’ombra; sei sempre stato nel cuore delle persone che ti hanno vissuto ed il ricordo è la chiave, perché quello non potrà mai avere fine”.

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