Sab. Gen 24th, 2026

Al termine della Santa Messa in ricordo dell’indimenticabile e caro Raffaele Pelè Valentino, sul sagrato della Chiesa la sorella Rosaria, le nipoti Erminia, Assunta, Raffaella e il cognato Francesco hanno vissuto ulteriori emozioni nell’ascoltare simpatici episodi da amici e compagni di squadra. La presenza di Franco, Egidio, Giggino, Aldo, Giovanni, Tino, Mimmo è stata una vera testimonianza di affetto cheha commosso non poco i familiari di Pelè.  Alcuni versi finali di una poesia…’a morte nun guard’ n’faccia a nisciun,’a morte è prepotente”, hanno letteralmente coinvolto emotivamente i familiari e gli amici. Ecco il commento delle nipoti di Raffaele Pelè Valentino:

Raffaella: “Essere inclini alla socialità è una caratteristica rara, L’empatia, l’ascolto, la capacità di sentirsi e far sentire a proprio agio gli altri lo sono altrettanto. Intrecciare rapporti sani e una rete di protezione di persone che VOGLIONO starti accanto nei momenti bui della vita…. È una capacità innata che difficilmente si impara. Essere persone umili, accoglienti, amichevoli, disponibili verso il prossimo, ironici e prendere la vita con positività e umorismo qualsiasi cosa essa ci riservi, è una unicità dedicata a pochi. Nel Memoriale del 50esimo anniversario della morte di Zio Pelé tutto questo è trapelato. Dai suoi amici di gioventù, dalle persone che anche non avendolo conosciuto, si ricordavano di quell’evento che ha sconvolto la nostra piccola cittadina, per la prematura perdita, abbiamo visto una faccia totalmente nuova di questa tragedia. Durante la messa, ad un certo punto mi sono girata. E alle mie spalle ho visto un gruppetto di signori, per noi sconosciuti, visivamente commossi. Un gruppo di uomini stretti nello stesso ricordo di un dolore condiviso, ma anche da eventi felici, simpatici, legati ad una gioventù spensierata. Io credo sia questa l’essenza di una vita vissuta appieno, sentita e che continua a vivere ancora oggi in tutti noi! Grazie agli amici per averci dato tutto questo!

Erminia: “Aver avuto la possibilità di conoscere gli amici di zio, che si sono riuniti per rendere omaggio alla sua memoria, è stato un dono. Gli amici di una vita, che lo ricordavano con affetto e commozione mentre ci raccontavano le loro storie. Noi faremo tesoro di tutto questo, dell’amore fraterno, dell’affetto immenso e della stima che ancora oggi è palpabile e che, siamo sicure, non morirà mai. Questo è il dono che zio Raffaele ha voluto regalare a noi, dopo cinquant’anni. Rivivere per noi attraverso i suoi amici più cari. Voi ci avete ringraziato per averlo ricordato ma siamo noi che siamo grate per avercelo raccontato, per esserci stati, sempre!   

Assunta: “Incontrare gli amici dello zio è stato davvero emozionante e commovente: in particolare sentire la loro emozione e passione nel raccontare e condividere i loro ricordi è stato stupefacente. Il loro condividere per me è stato una straordinaria celebrazione della vita stessa dello zio, non solo di quello che è stato nel momento in cui se ne è andato. È meraviglioso e toccante al tempo stesso constatare quanto si possa vivere così a lungo nei ricordi di chi ci ha voluto bene, e quanto questo possa rappresentare nel contempo la grandezza d’animo di chi ricorda e di chi viene ricordato. Questa commemorazione è stata per me una sorta di viaggio molto sentito nel narrare la vita di un grande uomo e nell’incredibile potere che può avere il serbarne il ricordo negli anni grazie al quale lo zio non è mai volato via da noi”. 

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